Zanzibar parte II - l'Isola che respira

Con questa seconda parte si conclude il resoconto della nostra vacanza a Zanzibar. Le fotografie a corredo di questo articolo sono state realizzate da mia moglie Anna Maria e dal soprascritto; gli scatti sono stati fatti in gran parte con il Samsung S25 FE di mia moglie. La composizione grafica delle immagini è stata compiuta con l’applicazione Phototastic per Windows 11. La mappa interattiva della seconda parte del nostro tour a Zanzibar la trovate qui.

Nungwi pittorica.

L’isola del risveglio

Sono trascorsi sei giorni dal nostro arrivo a Zanzibar, il 24 dicembre: l’isola non ci appare più come un corpo estraneo ma ormai fa parte di noi. Lo avvertiamo sulla pelle, nei passi sicuri che tracciamo durante le escursioni e le passeggiate, nella tranquillità che si è fatta spazio attorno a noi. Non si può certo aver la presunzione di conoscere un luogo in soli pochi giorni, ma qualcosa di Zanzibar si è ormai sedimentato dentro di noi, come la sabbia che rimane tra le dita dopo una camminata sulla spiaggia. Ogni incontro, ogni sorriso degli abitanti, ogni profumo di spezie ci accompagna e ci trasforma, lasciando tracce sottili ma profonde nel nostro modo di guardare il mondo. Se la prima parte del viaggio è stata un avvicinamento, la seconda è un’apertura: l’isola si mostra nella sua varietà, tra natura, incontri e attese.
Dal 30 dicembre al rientro del 3 gennaio 2026, Zanzibar diventa un mosaico di luoghi e sensazioni.

30 dicembre — Discovery: villaggio, Jozani, Mtende Beach

La giornata inizia presto a Pineapple House, dove l’aria fresca e il profumo di caffè ci danno il primo buongiorno. Abdul, il nostro compagno di viaggio, sorride già davanti al taxi, pronto insieme all’autista; la sua calma contagiosa mette tutti a proprio agio. Il trasferimento da Nungwi alla costa est si rivela subito più di una semplice tratta: la strada, punteggiata di villaggi e mercati, diventa un racconto vivente che si snoda tra le parole di Abdul e le nostre domande curiose. Poco dopo, ci fermiamo al Palumbo Mnemba e qui salgono a bordo i tre componenti della famiglia di Napoli che avevamo conosciuto pochi giorni prima.

Il viaggio prosegue ed è occasione di approfondire la conoscenza: le chiacchiere si alternano a lunghi sguardi fuori dal finestrino, dove la terra rossa, le palme e i bambini che salutano diventano parte di noi. Facciamo una sosta per acquistare generi alimentari da donare agli abitanti di un piccolo villaggio nella foresta. Entrare in queste case è come varcare una soglia invisibile: gesti semplici di solidarietà che ci fanno riflettere sulla ricchezza dell’incontro, sulla possibilità di essere, anche solo per un momento, parte di una comunità che vive di poco ma regala molto.

Il villaggio.

La Foresta di Jozani ci accoglie con i suoi profumi intensi e il verde che avvolge ogni cosa. Il silenzio è rotto solo dal fruscio delle foglie e dal balzo improvviso delle Scimmie Rosse; le osserviamo da vicino – occhi intelligenti, gesti rapidi – e per qualche attimo sembriamo ospiti in un regno senza confini. La natura qui si mostra maestosa e fragile insieme, e la sensazione di essere parte di un equilibrio antico si fa strada nei pensieri.

Le scimmie di Jozani.

Mtende Beach ci sorprende con la sua scenografia unica: la marea scopre lingue di sabbia e le pareti rocciose si innalzano come quinte teatrali, scolpite dal tempo e dal vento. Camminiamo tra le rocce e l’acqua, sentendo la forza del paesaggio che sembra uscito dal set di uno dei vari film della saga Il pianeta delle scimmie.

Mtende Beach: al centro del collage, la nostra impareggiabile guida Abdul..

Dopo aver lasciato Mtende Beach, guidati da Abdul raggiungiamo Salaam Cave: Anna Maria e gli altri componenti del gruppo si fanno il bagno nella cava insieme alle tartarughe, mentre chi scrive si è allontanato per scattare alcune foto nella spiaggia lì vicina. Il rientro in auto, accompagnati dalle prime ombre della sera e dalle canzoni della playlist creata da Abdul, è tranquillo e soprattutto pervaso da una consapevole felicità. Discovery Zanzibar Tour, questo è il nome dellescursione, è costato 70 € a persona.



Il rientro serale è una parentesi di quiete: una doccia rigenerante, il breve tragitto in tuc-tuc (il nostro ormai abituale Jumatutu) sotto un cielo stellato e, infine, la cena al Mama Mia, tra sapori familiari, chiacchiere e racconti condivisi. Ci scambiamo impressioni sulla giornata, consapevoli che ogni esperienza, ogni gesto visto o vissuto, si è depositato dentro di noi come una piccola perla preziosa.

Il Mama Mia.

31 dicembre — L’attesa del nuovo anno

È l’ultimo giorno dell’anno e oggi ci concediamo una pausa dalle escursioni: ci alziamo senza fretta, poco dopo le nove, e ci godiamo la ricca colazione del Pineapple House, ormai divenuta un piccolo rito propiziatorio che dà il via alle nostre giornate. Decidiamo di trascorrere la giornata sulla spiaggia e scegliamo di affittare un lettino al My Blue, lasciandoci cullare dal ritmo lento tipico di Zanzibar.

Il turchese del mare a Nungwi.

La mattina scorre placida: ci alterniamo tra un tuffo nelle acque cristalline e lunghi momenti di relax sotto il sole, ascoltando il suono delle onde e osservando la vita che si muove sulla sabbia. Il tempo sembra dilatarsi, regalandoci un senso di sospensione e leggerezza, come se ogni pensiero si sciogliesse nell’orizzonte liquido dell’oceano. Tra un bagno e l’altro, ci lasciamo avvolgere dalla calma e dalla bellezza semplice di Nungwi, consapevoli che questo dolce far niente è il modo migliore per salutare l’anno che sta per concludersi. Pranziamo al ricco buffet del My Blue, al prezzo di 20 dollari a testa, gustando piatti freschi e colorati con vista sull’oceano. 

Per la sera ci accordiamo con Ilaria e Roberto e li raggiungiamo al Baraka Beach, a Kendwa, dove ci attende un’ottima cena e un’atmosfera festosa. Dopo cena ci spostiamo sulla spiaggia, dove balli, musica e sorrisi accompagnano tutti i presenti fino al brindisi di mezzanotte, accogliendo il 2026 sotto il cielo stellato di Zanzibar. È stata un’esperienza da non dimenticare: un ultimo dell’anno trascorso al caldo tropicale di Zanzibar è qualcosa che resterà per sempre nel nostro cuore. Rientriamo al Pineapple House alle 02:10 ora locale, proprio mentre in Italia il nuovo anno è iniziato da pochi minuti.

Festa di fine anno.

1° gennaio 2026 — Il primo giorno dell’anno

Il primo gennaio si apre all’insegna della calma e della luce, con il 2026 che porta una sensazione diffusa di tranquillità. La mattina scorre senza fretta: ci alziamo in tempo per la colazione, lasciando che il ritmo lento della giornata prenda il sopravvento. Non sono previste escursioni, così decidiamo di replicare la piacevole esperienza del giorno precedente e ci dirigiamo nuovamente al My Blue.

Un indimenticabile tramonto.

La giornata si svolge tra bagni rilassanti nelle acque cristalline, scambi di messaggi di auguri e telefonate con amici e parenti in Italia tramite WhatsApp. Il tempo trascorre placidamente, scandito dal sole e dalla brezza, mentre ci dedichiamo a immortalare il tramonto con diverse fotografie. Al termine del pomeriggio, facciamo ritorno al Pineapple House, portando con noi la quiete e i colori del giorno appena trascorso.

La serata si conclude al The Corner, dove l’atmosfera leggera e cordiale rappresenta il modo ideale per inaugurare il nuovo anno. In questo luogo, circondati dalla semplicità e dalla serenità, ci lasciamo guidare dalla sensazione che il 2026 possa davvero essere un anno particolare.

The Corner.

2 gennaio — Safari Blu: l’ultima emozionante escursione

La giornata ha avuto inizio molto presto, un’abitudine consolidata nel corso della vacanza. In auto, oltre al taxista, Abdul ha guidato il gruppo, composto anche da Ilaria, Roberto e due ragazze provenienti da Riccione. La destinazione era Fumba, dove la spiaggia si presentava con una spettacolare bassa marea. Abbiamo attraversato a piedi circa trecento metri di sabbia, raggiungendo l’imbarcazione che ci attendeva per la traversata.

Fumba.

Il viaggio in barca è stato piacevole e ci ha condotti fino a Kwale Island. Qui ci siamo concessi una pausa per il pranzo, abbiamo visitato il mercato locale e ci siamo soffermati ad ammirare il maestoso baobab gigante, simbolo della ricchezza naturale di Zanzibar.

Il baobab gigante.

Sulla via del ritorno abbiamo fatto tappa sulla striscia di sabbia di Pungume Island, cogliendo l’occasione per un bagno rigenerante poco prima che l’alta marea la ricoprisse completamente. Questa esperienza ha segnato la conclusione, intensa ed emozionante, dell’ultima escursione della nostra vacanza. L’escursione Safari blu è costata 65 € a persona.

Pungume Island.

Giunti al termine della giornata, è arrivato il momento dei saluti: Ilaria, Roberto e tutti gli altri compagni d’avventura saranno un ricordo indelebile di questa vacanza. Arriviamo poco dopo al Pineapple House: un abbraccio con Abdul, non solo un gesto di gratitudine verso la nostra guida, ma anche verso un amico che porteremo sempre nel cuore. Chissà, forse un giorno le nostre strade torneranno a incrociarsi.

3 gennaio — Il viaggio di rientro

È arrivato il momento di partire e lasciare Zanzibar; una sottile malinconia ci assale: forse è già Mal d’Africa! Un ultimo sguardo al Pineapple House e soprattutto un caloroso saluto a Luana, che ci ha supportato con discrezione e professionalità. Fuori dal cancello il taxi è già pronto: il viaggio verso l’aeroporto dura circa un’ora e mezza. 

Arrivederci Zanzibar!

Con il bagaglio carico di ricordi e di emozioni vissute nei giorni precedenti, ci prepariamo ai voli di ritorno: il primo collegamento, ZNZ/ADD, ci porterà ad Addis Abeba, mentre il secondo, ADD/FMO, rappresenta l’ultima tappa verso casa. Il tempo trascorso in attesa dei voli viene scandito da riflessioni sul viaggio appena concluso e dalla consapevolezza che ogni fine porta con sé la promessa di nuovi inizi.

Abdul di Zanzibar

Nel corso di questi due articoli (il primo pezzo lo trovate qui) abbiamo citato spesso Abdul di Zanzibar. E non poteva essere altrimenti. Guida ufficiale, Abdul è un giovane professionista in grado di gestire una macchina organizzativa di prim'ordine: nessun dettaglio è stato lasciato a caso e mai abbiamo riscontrato un intoppo. Nonostante questo aspetto fondamentale, ci siamo trovati di fronte a una persona con una carica tale da riuscire a dare vitalità persino a un sasso. Semmai, qualche lettore di questo blog avesse in mente un viaggio a Zanzibar, il nostro consiglio spassionato è quello di contattarlo tramite i suoi social: Facebook, Instagram, TikTok. Buon viaggio a tutti!


 

 

 

 

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